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Prima notte a bordo del Dragonfly

Venerdì 13 aprile 2018 – Prima notte a bordo del Dragonfly

La prima notte a brodo del Dragonfly non è stata delle migliori poichè senza corrente il riscaldamento è stato ZERO.

Venerdì mattina ho corso per prepararmi a partire alla volta di Grado al Marina Primero dove con grande gentilezza mi hanno ospitato dandomi modo di portare avanti i lavori sulla barca.

Sabato 14 avevo previsto di trasferire la barca alla volta di Venezia in modo di avere la barca più vicina a casa e di poter così continuare i lavori di sistemazione al suo interno.

Per preparami a questo trasferimento avevo pensato a portare con me il necessario per dormirci dentro e soprattutto di acquistare una prolunga per collegare la rete elettrica di terra alla barca potendo così collegare il riscaldamento…
Invece la corrente non c’era modo di averla e nel tempo perso per diversi tentativi, arrivati oramai alle 0:00 ed infreddoliti, decidiamo di andare a dormire.

Con me e Muttley, c’è anche un mio carissimo amico, Giovanni.
Andando a dormire, per il freddo oramai preso, decidiamo di metterci dentro al sacco a pelo completamente vestiti sperando che questo potesse aiutare invece, l’umidità unita ad una temperatura abbastanza bassa, alla fine non ci ha fatto dormire per nulla come a nulla è servito dormire almeno l’ultima ora con Muttley fra le gambe sperando potesse aiutarmi a scaldare, le oramai gelate, gambe.

Il risveglio mattutino:

Arrivano comunque presto le 7.00 del mattino, orario previsto per iniziare a scendere per una veloce colazione al bar del marina e poi iniziare subito con l’organizzazione della barca in vista del trasferimento a Venezia…

Le previsioni davano vento da nord-est e questo mi gasava perché voleva dire avere un vento portante (dove questa barca esprime il meglio di se) e con poca onda che aiuta non poco.

La mia gioia in una foto alla partenza: 

L’equipaggio è formato oltre a me e Muttely, dagli amici Giovanni, Gianluca e Guido.
Partiamo bene, il motore si spegne appena usciti in mare ma poco importava per la navigazione per convinti del vento a favore. Quindi una volta assicurati che il motore non avesse problemi gravi, lo abbiamo riacceso, controllato tutto e una volta aperte le vele siamo tornati a spegnerlo e proseguire a vela in attesa del vento giusto.

Il vento inizia a salire ma ben presto ci accorgiamo che non arriva dalle spalle ma ci arriva proprio sul “muso” e questo è stato l’inizio di un piccolo inferno…
Il vento sarà cresciuto fino ad arrivare fra i 12 e i 15 kn di velocità con qualche piccola raffica ma il peggio è che proveniva proprio in direzione della nostra meta così ci siamo trovati a bordeggiare di bolina con la barca meno adatta a queste andature, che ad ogni onda impennava sbattendo in modo deciso con botte così forti che credo di aver sofferto più io che la stessa barca.
6 ore passate a bolinare per arrivare a fare davvero pochissime miglia di avvicinamento a Venezia.
Comunque sia, verso le 17.00 il vento inizia a calare vistosamente e così anche le onde si son fatte sempre più piccole fino a scomparire.

Abbiamo pensato tutti che saremmo rientrati molto tardi perciò abbiamo iniziato a navigare a motore sperando di poter arrivare il prima possibile.

Qui il vantaggio di un multiscafo, la velocità.
Andare a motore con una barca del genere dove l’opera viva è poca e non hai siluri o pesi ad incidere fortemente sulla velocità, ci ha permesso di tenere una velocità di crociera di circa 7kn e consumando anche poca benzina. (circa 10litri da Bibbione a SanGiuliano-Mestre)

Siamo arrivati a pochi minuti alla mezzanotte e purtroppo di foto non ne abbiamo fatte, la stanchezza ha avuto la meglio e dovevamo ancora ormeggiare, sistemare parabordi e barca prima di tornare a casa per dormire in un letto, quel letto che credo di non aver mai apprezzato tanto prima…

Un primo test tutto sommato andato bene e dove anche oggi ho capito delle piccole cose che duramente il mio viaggio saranno di certo molto utili.

Un ringraziamento speciale va all’Arc. Giancarlo Moretto che è venuto di notte ad aiutarci per l’ormeggio e ad aprirci i cancelli per uscire dal Circolo della Vela Mestre che ci ha gentilmente ospitati.
Ringrazio anche i miei compagni di viaggio che si sono prestati a questa fatica dove ha dominato la condivisione dell’amore del mare e della vela non facendoci mancare tante risate, panini e vino!
Grazie ragazzi!

Marco.

 

 

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