Patente nautica per disabili

Progetto 2018

Spesso ci imbattiamo in “patentati” privi di ogni esperienza per mare o per lago. Ciò comporta enormi rischi per tutti.

Nel mondo della disabilità, viene posto obbligo di avere una persona “normo-dotata” a bordo ma questo, a nostro avviso, non offre migliore sicurezza. Prima di tutto il disabile arriva sempre da esperienze di vela praticate in scuole vela adeguate ed attrezzate. Prima che un velista disabile possa condurre una barca a vela da solo, l’allievo compie numerose navigazioni e questo matura esperienze che molto spesso alcuni “patentati” non possiedono.
Perché noi disabili siamo solo abilitati al Comando e non possiamo andare da soli? Forse perché anni fa, quando si scrissero le prime regole molte imbarcazioni non esistevano mentre oggi, ci sono soluzioni ampiamente testate e ci sono molte persone con disabilità motorie che dimostrano ogni giorno che possono navigare come chiunque altro. Forse è tempo di rivedere le nostre regole, anche perché sulla poppa delle nostre barche vogliamo che sventoli il nostro amato TRIcolore!

Due questioni molto importanti da sapere:

  1. se la barca non è attrezzata per poter essere condotta in autonomia da una sola persona con difficoltà motorie, questo non potrà nemmeno uscire dal porto.
  2. di fronte al mare siamo tutti ugualmente disabili.

Un esempio pratico: se nell’auto del “disabile” non sono presenti gli ausili, questo non potrà far altro che accendere e spegnere il motore.
Lo stesso vale per la barca. I problemi e gli imprevisti in mare come in terra, accadono di continuo ed il buonsenso vige tanto per il “normodotato” che per il disabile.

Il primo velista paraplegico a circumnavigare l’Italia in solitaria

Dimostrare

CHE TUTTI POSSONO VIVERE LA VELA ALLO STESSO MODO

Stimolare

RITROVARE AUTONOMIA & AUTOSTIMA

cambiare

PER RISCRIVERE LE REGOLE DELLA PATENTE NAUTICA PER DISABILI

 

Font resize
Contrast